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Informazione sui rischi di incidente rilevante
per i cittadini ed i lavoratori
 



SOMMARIO
 
-Introduzione
 
- Il rischio di incidente rilevante connesso con determinate attività industriali
 
-Scheda informativa sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori
 
-Descrizione della/e attività svolta/e nello stabilimento/deposito
 
-Sostanze e preparati suscettibili di causare un eventuale incidente rilevante
 
-Natura dei rischi di incidenti rilevanti. Informazioni generali
 
-Tipo di effetti per la popolazione e l'ambiente
 
-Misure di prevenzione e sicurezza adottate

 

INTRODUZIONE

Gennaio 2001
Scopo della presente pubblicazione, la cui diffusione è regolata dalla Legge 137/97, è quello di rendere note alla popolazione residente nel Comune di Sermoneta le misure di sicurezxza e le norme di comportamento da seguire in caso di incidente rilevante.
Il rischio di incidente rilevante all'interno di un insediamento produttivo è generato dalla presenza di alcune attività industriali che utilizzino determinate sostanze in quantitativi superiori a determinate soglie. Seguono tre pagine di informazione generale su cosa si debba intendere per rischio di incidente rilevante ai sensi della citata normativa.
La più recente normativa sul tema richiede che le aziende di questo tipo compilino e spediscano a diverse Autorità una scheda di informazione ai cittadini e ai lavoratori sui rischi connessi alla loro attività, e che il Sindaco provveda a diffonderlo alla popolazione.
Nelle immediate vicinanze del Comune di Sermoneta è presente lo Stabilimento "Uniroyal Chemical" di Latina Scalo la cui attività ricade nell'ambito di applicazione della citata normativa.
Le sezioni 1,3,4,5,6 e 7 della scheda sono state compilate direttamente dall'azienda, la sezione 2 della scheda è invece stata compilata direttamente dal Sindaco in collaborazione con la Prefettura.
In particolare si sono voluti chiarire alcuni concetti sul significato di incidente rilevante e su quali possano essere gli interventi da predisporre ed attivare per ridurre al minimo ogni eventuale effetto dannoso per l'uomo e per l'ambiente.
In questa pubblicazione sono anche contenute le informazioni di comportamento della popolazione in caso di incidente, come descritte dal Piano di Emergenza Esterna predisposto dall'apposita commissione istituita con provvedimento prefettizio n. 1652/PC/Gab. del 26.11.1997 e approvato dal Prefetto in data 15.01.1998.

 
  IL SINDACO  
   

IL RISCHIO DI INCIDENTE RILEVANTE CONNESSO CON DETERMINATE ATTIVITA' INDUSTRIALI

Il Rischio

Il rischio è la possibilità che si verifichino conseguenze dannose a seguito di circostanze non sempre prevedibili.
Nessuna attività umana è completamente priva di rischi. Ci sono rischi:

- di origine naturale (terremoto, frane, inondazioni, incendi, ecc.)
- di origine sociale (epidemie, guerre, attentati, ecc.)
- legati all'attività individuale in casa o nel tempo libero (incidenti domestici, stradali, ecc.)
- derivanti dalle opere dell'uomo (crollo di ponti o dighe, deragliamento di un treno, ecc.)
- legati alle attività industriali (inquinamento, incidenti sul lavoro, incidenti rilevanti).

Come ridurre il rischio

Nella vita quotidiana siamo abituati a convivere con una serie di rischi e con i relativi
sistemi di protezione. Ad esempio:

- dagli incidenti automobilistici ci si protegge con una guida prudente, cinture di sicurezza, airbag, evitando di bere alcolici, effettuando la necessaria manutenzione, ecc.
- le scosse elettriche e cortocircuiti, nell'uso di elettrodomestici vengono prevenuti con precauzioni d'impiego, materiali di qualità e impianti salvavita;
- l'asfissia e le esplosioni da fughe di gas sono evitabili con una rigorosa manutenzione degli scaldabagni e cucine a gas e con l'uso di valvole a termocoppia;
- per il buon uso dei medicinali si seguono le informazioni allegate e i consigli del medico.

I rischi si possono quindi prevedere e prevenire. Per farlo occorre:

- conoscerli e valutarli
- dove è possibile eliminarli
- oppure ridurli e controllarli all'origine, attuando misure di prevenzione e sicurezza
- informare, addestrare, ed equipaggiare tutti i soggetti interessati dal rischio
- predisporre sempre misure di emergenza nel caso l'evento dannoso si verifichi.

Il rischio connesso alle attività industriali

Sono da tutti riconosciuti i vantaggi derivanti dallo sviluppo industriale, come ad esempio la sconfitta delle epidemie e delle carestie, l'aumento della vita media, la diffusione di nuovi prodotti indispensabili alla qualità della vita.
Ma uno dei punti irrinunciabili per qualificare come "sostenibile" tale sviluppo è quello di abbattere i rischi ad esso connessi.
Si tratta quindi di ridurre al minimo l'eventualità di danni:

- per l'uomo (infortuni, malattie professionali)
- per l'ambiente (inquinamento di aria, acqua, suolo).

I sistemi di gestione del rischio considerano contemporaneamente due grandezze:

- la probabilità che un incidente si verifichi
- la magnitudo, cioé la dimensione o la gravità degli effetti dell'incidente stesso.

Una attività può dunque essere a rischio accettabile:

- perché l'incidente è assai poco probabile
- perché l'incidente produce effetti dannosi molto modesti
- perché sono bassi sia la probabilità che gli effetti.

Ne discende quindi che si può intervenire per abbssare il rischio

- riducendo la probabilità che l'incidente accada: si fa dunque della prevenzione
- riducendo la dimensione degli effetti dell'incidente: si fa della protezione
- facendo contemporaneamente della prevenzione e protezione.

Come per ogni attività umana, anche quella industriale non può esere a "rischio zero". Da un lato esiste un limite nella affidabilità delle apparecchiature tecnologiche predisposte per la prevenzione e protezione. Dall'altro, non è sempre praticabile un orientamento verso sistemi che prescindano dall'intervento umano, che ha anch'esso limiti di affidabilità.

Incidente rilevante

La più recente Direttiva (96/82/CE del 9.12.1996) sul controllo dei rischi di incidente rilevante lo definisce come:

- un evento quale un'emissione, un incendio o una esplosione di grande entità
- dovuto a sviluppi incontrollati che si verifichino durante l'attività di uno stabilimento soggetto alla presente direttiva
- e che dà luogo ad un pericolo grave, immediato o differito, per la salute umana e/o per l'ambiente , all'interno o all'esterno dello Stabilimento
- e in cui intervengano una o più sostanze pericolose.


Dunque, mentre non tutti gli incidenti che possono verificarsi all'interno di una attività industriale sono classificabili come "rilevanti", per questi ultimi la normativa impone alle aziende specifici obblighi che promuovono una adeguata prevenzione e protezione.
Connesso all'eventualità di un incidente rilevante è il cosiddetto effetto domino, che si manifesta quando, per la sua magnitudo, un incidente non provoca a un impianto vicino solo dei danni, bensì innesca un nuovo incidente, con possibili ulteriori incidenti a catena.
E' ovvio che la possibilità di tale effetto non è di poco conto e va attentamente valutato nella predisposizione del piano di emergenza interno ed esterno di una azienda a rischio di incidente rilevante.

Aziende a rischio di incidente rilevante

Una normativa di quasi dieci anni fa il D.P.R. 17 maggio 1988 n. 175, ha dettato regola per la prevenzione di incidenti rilevanti che potrebbero essere causati da determinate attività industriali e per la limitazione delle loro conseguenze per l'uomo e per l'ambiente.
Tale normativa ha individuato delle tipologie di attività industriali connesse con l'impiego di determinate quantità di sostanze pericolose per le quali vengono imposti specifici obblighi per i fabbricanti.

Tali obblighi sono calibrati diversamente a seconda che gli effetti di un eventuale incidente possano essere:

- più elevati (riguardano le cosiddette aziende a notifica)
- meno elevati (riguardano le aziende a dichiarazione).

Diverse Autorità competenti (ministero dell'Ambiente, Azienda Sanitaria Locale, Regione, Agenzia Nazionale e Regionale per l'Ambiente, Vigili del Fuoco, ecc.) accertano che queste tipologie di aziende abbiano:

- identificato tutti i rischi possibili
- adottato misure di prevenzione/protezione che riducano al minimo i rischi di incidente
- messo in atto un programma di verifiche periodiche
- predisposto un piano per far fronte ad eventuali situazioni di emergenza
- informato ed addestrato i lavoratori
- informato le Autorità competenti e la popolazione.

Per uniformare questa informazione ai cittadini e ai lavoratori, la più recente Legge 137/97 ha predisposto una apposita scheda di informazione.
Essa è compilata dall'azienda, inviata alle diverse Autorità e distribuita, a cura del Sindaco, a lavoratori e cittadini. Costituisce un importante mezzo di comunicazione sui possibili rischi, sulle principali misure adottate dall'azienda per prevenirli e sui comportamenti da seguire in caso di incidente.

In conclusione, queste tipologie di aziende, proprio per l'obbligo di soddisfare maggiori vincoli dettati dalla legge e per i controlli cui sono sottoposte, sono tenute a dare precise garanzie di una corretta gestione del rischio.

 
 

 
SCHEDA INFORMATIVA SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ED I LAVORATORI

Sezione 1

Nome della societàUNIROYAL CHEMICAL S.r.l.
StabilimentoLatina Scalo (LT)
Via delle Industrie, 40
Portavoce della SocietàSig. Pettinelli Orfeo
Tel. 0773.6151 - Fax 0773.615334
La Società ha il rapporto di sicurezza ai sensi dell'articolo 8 del D.Lgs 334/99presentato il 3 - 10 - 2000
Responsabile dello StabilimentoSig. Pettinelli Orfeo
Direttore di Stabilimento
 
 
 
Sezione 2
Rif. Pubblica AmministrazioneComune di Sermoneta
Via della Valle, 17
Tel. 0773.30.151-52-53
Fax 0773.30010
04010 SERMONETA
Responsabile Informazione PubblicaPolizia Municipale
Sede Comunale
Tel. 0773.30018

Via della Valle, 17
Tel. 0773.30018 Sermoneta
Latina
Responsabile Primo InterventoComando Prov.le Vigili del Fuoco
Piazzale Canturan, 13 Latina
Tel. 115 - Fax 0773.693657
Responsabile Piano di emergenza esternaPrefettura di Latina
Piazza delle Libertà, 48 Latina
Tel. 07736581 - Fax 0773.658408
e-mail pref.preflatina@interbusiness.it
 
 
 
 
 
DESCRIZIONE DELLA/E ATTIVITA' SVOLTA/E NELLO STABILIMENTO/DEPOSITO

Sezione 3

La Società Uniroyal Chemical produce: prodotti per l'agricoltura ad eccezione dei fertilizzanti e più precisamente acaricidi, funghicidi, prodotti per l'industria dei lubrificanti, additivi per olii ed inoltre prepolimeri poliuretanici.

La tecnologia di base che caratterizza l'attività di produzione è sostanzialmente basata su reazioni di idrogenazione, alchilazione, poliaddizione e di miscelazione di liquidi o polveri.

Gli impianti di produzione sono ubicati in edifici e di seguito se ne riporta un elenco con le relative produzioni.

Impianto J                          Antiozonanti, Antiossidanti
Impianto A                         Aciricidi, Antiossidanti, Stabilizzanti, Additivi per oli
Impianto V                         Prepolimeri poliuretanici
Impianto formulati liquidi     Fungici, Acaricidi
Impianto formulati polveri   Acaricidi
Flowable I                          Fungici

Le principali materie prime sono stoccate in serbatoi dotati di bacino di contenimento e realizzati con materiali specifici per il prodotto che devono contenere. La maggior parte delle materie prime arrivano allo Stabilimento mediante autobotti, autoarticolati o ferrocistrna una piccola parte di esse perviene allo Stabilimento in fusti o cisterne che vengono poste in appositi magazzini.
I prodotti finiti provenienti dagli impianti di produzione possono essere stoccati in serbatoi dedicati o essere infustati in fusti, cisterne, fustini ed essere posti nei magazzini prima della spedizione.
Tutta la movimentazione mediante mezzi di trasporto dei prodotti nello Stabilimento è regolata da rigide procedure così come lo sono tutte le operazioni di carico/scarico materiale.

L'attività lavorativa è articolata su tre turni di lavoro.

 
 
 
 
 
SOSTANZE E PREPARATI SUSCETTIBILI DI CAUSARE UN EVENTUALE INCIDENTE RILEVANTE
 
Sezione 4

Nome comune o genericoClassificazione di pericoloPrincipali caratteristiche di pericolosità
ParanitroanilinaTossicoR23/24/25: tossico per ingestione, inalazione e contatto con la pelle
R33: pericolo di effetti cumulativi
R52/53: nocivo per gli organismi acquatici
1,4 BenzediamminaTossicoR23/24/25: tossico per ingestione, inalazione e contatto con la pelle
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
IdrogenoEstermamente infiammabileR12: estremamente infiammabile
Thiram e derivatiTossicoR20/22: nocivo per inalazione e ingestione
R36/37: irritante per gli occhi e le vie respiratorie
R40: possibilità di effetti irreversibili
R43: può provocare sensibilizzazioni per contatto con la pelle
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
VarsolInfiammabile
Tossico
R10: infiammabile
R51/53: tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
R65: può causare danni polmonari se ingerito
R67: i vapori possono causare sonnolenza e vertigini
Miscela AlchifenoliN,CR34: provoca ustioni
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
NonilfenoloN,CR34: provoca ustioni
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
AmmoniacaT,NR10: infiammabile
R23: tossico per inalazione
R34: provoca ustioni
R50: altamente tossico per gli organismi acquatici
Flexzone 4LTossicoR22: nocivo per ingestione
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
NaugalubeTossicoR22: nocivo per ingestione
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
Paramminodifenilammina
(UBOB)
TossicoR22: nocivo per ingestione
R35: provoca gravi ustioni
R41: rischio di gravi lesioni
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
Flexzone 3PTossicoR22: nocivo per ingestione
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
Flexzone 7PTossicoR43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
Naugalube 640TossicoR51/53: tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
EptanoInfiammabile
Tossico
R11: facilmente infiammabile
R51/53: tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
R65: può causare danni polmonari se ingerito
Ethacure e derivatiTossicoR20/21/22: nocivo per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione
R36: irritante per gli occhi
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
R65: può causare danni polmonari se ingerito
Terrazzole e derivatiTossicoR22: nocivo per ingestione
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
R51/53: tossico per gli organismi acquatici, può a lungo termine provocare effetti negativi per l'ambiente acquatico
R65: può causare danni polmonari se ingerito
Formaldeide 30% in pesoTossicoR23/24/25: tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
R34: provoca ustioni
R40: possibilità di effetti irreversibili
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
AnilinaTossicoR23/24/25: tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
R40: possibilità di effetti irreversibili
R48: pericolo di gravi danni per la salute in caso di esposizioni prolungate
R20/21/22: nocivo per inalazione, per contatto con la pelle, per ingestione
R50: altamente tossico per gli organismi acquatici
Alcol propargilicoTossicoR10: infiammabile
R23/24/25: tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
R34: provova ustioni
R53: può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
R51: tossico per gli organismi acquatici
Dimetil AnilinaTossicoR23/24/25: tossico per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
R40: possibilità di effetti irreversibili
OmiteTossicoR23: tossico per inalazione
R38: irritante per la pelle
R40: possibile rischio di effetti irreversibili
R41: rischio di grave danno per gli occhi
R50/53: altamente tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
ParacresoloTossicoR24/25: tossico a contatto con la pelle e per ingestione
R34: provoca ustioni
Ossido di propileneTossico
Estremamente infiammabile
R12: altamente infiammabile
R36/37/38: irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle
R20/21/22: nocivo per inalazione, ingestione e contatto con la pelle
R45: può provocare il cancro
DifenilamminaTossicoR23/24/25: tossico per inalazione, contatto con la pelle e per ingestione
R33: pericolo di effetti cumulativi
R50: altamente tossico per gli organismi acquatici
R53: può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
IsobutileneEstremamente infiammabileR12: estremamente infiammabile
Toluene diisocianatoTossicoR23: tossico per inalazione
R36/37/38: irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle
R42: può provocare sensibilizzazione per inalazione
Adiprene/Vibratane
L275
TossicoR23: tossico per inalazione
R42: può provocare sensibilizzazione per inalazione
R43: può provocare sensibilizzazione per contatto con la pelle
Desmodur WTossicoR23: tossico per inalazione
R36/37/38: irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle
R42: può provocare sensibilizzazione per inalazione
Difenilmetano isocianato
(MDI)
NocivoR20: nocivo per inalazione
R36/37/38: irritante per gli occhi, le vie respiratorie e la pelle
R42: può provocare sensibilizzazione per inalazione
RhodaminaTossicoR22: nocivo per ingestione
R37/38: irritante per le vie respiratorie e la pelle
R40: possibilità di effetti irreversibili
R41: rischio di gravi lesioni oculari
R46: può provocare alterazioni genetiche ereditarie

 
 
NATURA DEI RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI.
INFORMAZIONI GENERALI

 
Sezione 5
 
INCIDENTESOSTANZA COINVOLTA
Rilascio di sostanze pericolose
Le conseguenze relative alla fuoriuscita di sostanze pericolose interessano solo l'interno dello stabilimento
Formaldeide
Paranitroanilina
Paracresolo
Difenilammina
Dimetilanilina
Toluene
diisocianato
Naugalube-640
Ethacure
Terrazole
Flexzone 4L
Naugalube-403
Paramminodifenilammina
Flexzone 3P
Flexzone 7P
Thiram
Alchifenoli
Nonifenoli
Incendio
Le conseguenze della diffusione di calore per incendio non interessano l'esterno dello stabilimento
Idrogeno
Isobutilene
Alcol propargilico
Eptano
Varsol
Rilascio di sostanze pericolose
Le conseguenze relative alla fuoriuscita di sostanze pericolose potrebbero interessare le aree immediatamente limitrofe alla recinzione dello stabilimento
Alcol propargilico
Ammoniaca
Esplosione
Le conseguenze esterne di una eventuale esplosione potrebbero determinare la rottura di vetri agli edifici e/o proiezioni di frammenti
Ossido di propilene
Esplosione
Le conseguenze dell'evento non producono effetti all'esterno dello stabilimento
Omite
 
 

 
 
Sezione 6
 
TIPO DI EFFETTI PER LA POPOLAZIONE E L'AMBIENTE
 
In relazione alla fuoriuscita di sostanze pericolose gli effetti relativi sono:

Per l'Alcol propargilico: in caso di inalazione quelli conseguenti alla tossicità della sostanza. Tossico per gli organismi acquatici.

In relazione all'esplosione di sostanze pericolose gli effetti relativi sono:

Per l'Ossido di propilene: in caso di un'eventuale esplosione possono determinarsi ferite da taglio in conseguenza della rottura di vetri degli edifici o da proiezioni di frammenti.

L'Ammoniaca in caso di fuga può causare infiammazione agli occhi e alle vie respiratorie.

 
 
MISURE DI PREVENZIONE E SICUREZZA ADOTTATE
 
I prodotti e le materie prime sono trasferiti con linee fisse e chiuse. I reattori hanno linee di equilibratura con i relativi serbatoi. Inoltre sono dotati di valvole di sicurezza collettate ad abbattitori. I serbatoi sono provvisti di bacini di contenimento. Lo stabilimento è dotato di sistema di spegnimento automatico antincendio.
Nello stabilimento si opera secondo il sistema di gestione della qualità (ISO 9002) e si lavora sempre con rigorose procedure operative.
La società partecipa al programma Responsible Care che prevede continui miglioramenti degli standard di sicurezza, salute e ambiente.
Esiste un piano di emergenza in cui specifiche procedure dettano il comportamento del personale in caso di eventi come incendi, rilasci odi sostanze pericolose, esplosioni.
Una squadra di persone è addestrata per fronteggiare eventuali situazioni di emergenza.
 
Sezione 7
 
Mezzi di segnalazione di incidenti
Nel piano di emergenza esterna della Prefettura di Latina è previsto che in caso di stato di allarme la Direzione dello Stabilimento comunica via telefono la notizia dell'incidente ai Vigili del Fuoco/Polizia di Stato di Latina, Carabinieri di Latina, Prefettura, A.S.L. di Latina. Inoltre comunica via fax i dati in apposito allegato entro 15 minuti dall'evento.
 
Comportamento da seguire
 
Tutte le persone che si trovano all'interno dello Stabilimento seguono le direttive del piano di emergenza interno. La popolazione dovrà seguire le direttive emanate dall'Autorità competente per la gestione del piano provvisorio di emergenza.
N.B.: come indicato nelle istruzioni indicate al punto 3.4 delle linee guida "L'informazione preventiva alla popolazione sul rischio industriale" del Dipartimento della Protezione Civile (gennaio 1994), in caso di emergenza i comportamenti da seguire sono:

-portatevi al chiuso
-
 
chiudere porte e finestre: fermate gli impianti di ventilazione e condizionamento
-rimanete in ascolto alla radio o alla TV. Seguire le istruzioni impartite
-
 
non fumare, non usare fiamme libere, spegnere i fornelli e i sistemi di riscaldamento
-
 
non usare il telefono. Lasciate libere le linee per comunicazioni di emergenza
 
Mezzi di comunicazione previsti
 
Nel piano di emergenza esterno è previsto che l'ordine di evacuazione verrà diramato mediante la diffusione dell'appostio messaggio a mezzo:

- sirena/e dello Stabilimento distribuite in numero e siti tali da garantire la ricezione a tutta la popolazione interessata;

- servizi RAI e di stazioni radiotelevisive locali;

- vetture dotate di altoparlanti appartenenti alla Polizia di Stato, alla Polizia Municipale e ad altri eventuali organi ed Enti;

- appositi manifesti predisposti dai comuni interessati affissi nei luoghi di maggiore ferquentazione.

 
PRESIDI DI PRONTO SOCCORSO
 
Per la popolazione riferirsi a quelli presenti sul territorio e indicati nel piano di emergenza esterno.
 
 
 
 
 
COMUNE DI SERMONETA
 
 
 

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